LETTERATURA VENETA TRA ’900 E 2000
di Paolo Leoncini

Un percorso quasi cinquantennale di critica alternativa ai canoni prevalenti del Novecento letterario italiano ed europeo. Una critica che predilige la poesia-uomo, la scrittura-umanità, la dimensione intersoggettiva e sociale della creazione letteraria, rispetto al soggettivismo, al formalismo, al realismo, al lirismo. L’«umanesimo» di Giacomo Noventa — centro gravitazionale di questi sondaggi — l’«idea confusa» di poesia che in Diego Valeri è preferenza per l’esperire poetico interiormente umano e vissuto, la narrativa «sociologica» di Paolo Barbaro. Per questi autori come per Ugo Facco de Lagarda, per Guido Piovene, per Fulvio Tomizza, per Fulvia Dal Zotto, per Giulio Ghirardi, per Piero Carrer, per Fabia Trotta, per Francesco Giusti, l’essere “dentro la poesia”, senza forzature concettuali esterne, è il fattore decisivo per un’arte come ricerca di verità poetica nella condizione del presente storico.