UN AMORE DEL SEICENTO
di Sante Rossetto

Un grande, anche se sintetico, affresco di un anno di quotidianità secentesca basato esclusivamente su documenti d’archivio. E al lettore sembrerà di sfogliare un giornale dei nostri giorni, con l’amaro destino del protagonista, lo spasimante che per una notte d’amore ha messo in gioco patrimonio ed esistenza. Così andava il mondo nella centrale piazza delle Legne trevigiana, che oggi si chiama “del Duomo”. Un saggio sotto forma di romanzo che racconta la vita quotidiana a Treviso, ma poteva essere quella di una qualsiasi città veneta, nel Seicento. La cornice è una storia d’amore finita malamente. Ma l’autore tiene chi legge con il fiato sospeso fino all’ultimo capitolo prima di svelare come e perché la vicenda dei due innamorati si sia conclusa in quella maniera. Accanto ai protagonisti scorre la normalità della vita cittadina. La vita religiosa tanto importante per l’epoca; il cambio del podestà e le cerimonie di rito; i tre giorni di vino gratuito ad ogni mutamento di rettore erogati dalla “fontana delle Tette”, ancor oggi visibile sotto la loggia; i problemi alimentari, economici, politici che serpeggiano nelle strade e nelle piazze insieme alla vita del popolo. E il clima culturale, molto vivace in città, con la figura del libertino che riesce a rifornirsi di volumi “proibitissimi” che potevano portarlo davanti all’Inquisizione. E, sullo sfondo, la politica internazionale con le due guerre veneto-turche del 1684-1699 e 1714-1718 con i loro riflessi locali.